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Arte

MANN@HERO

MANN@HERO. Gli eroi del mito dall’antichità a Star Wars

a cura di Paolo Giulierini, Mario Grimaldi

Cosa mette in relazione il mondo antico e quello di Star Wars? Cosa rende confrontabile due universi tanto distanti nello spazio e nel tempo? La risposta è nell’elemento più importante per entrambe le realtà: l’uomo e l’eroe… MANN@HERO. Esiste un legame forte tra la mitologia antica e il cinema sia in maniera diretta – basti pensare al Gladiatore o ad Alexander – sia indiretta attraverso la creazione di mondi che vengono influenzati dal racconto eroico tout court per adattarlo a tempi, luoghi e spazi diversi come ad esempio 2001 Odissea nello spazio e Star Wars.  Il mondo antico ritrova il suo senso educativo attraverso l’esempio di uomini vissuti prima di noi e crea un ponte tra passato e presente che porta al futuro attraverso capisaldi della memoria storica e sociale, rappresentati dalle società e dalle loro opere giunte sino a noi. In questo panorama va collocato il filrouge della mostra MANN@HERO: tessere un filo di Arianna che ci conduca, guidati dai nostri eroi, al di fuori del labirinto della quotidianità. Continua a leggere….

Pictores

Recensione di Antonio Varone, Direttore degli Scavi di Pompei

MARIO GRIMALDI, PICTORES. Mani d’artista, dagli affreschi pompeiani alla pittura contemporanea, con un’intervista a William Kentridge, Collana Ars Antiqua volume I, Valtrend, Napoli 2016, pp. 206 riccamente illustrate a colori.

L’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa è da vari anni impegnato a Pompei in operazioni di scavo, di studio e di edizione dei complessi dell’Insula Occidentale, progetto che si è avvalso grandemente dell’opera di Mario Grimaldi sia sul terreno vero e proprio che in quello della ricerca e della cura editoriale dei risultati. Il giovane allievo di Umberto Pappalardo si è infatti già molto fatto apprezzare per i suoi contributi allo studio della casa di Fabio Rufo, affrontando peraltro i temi relativi alla pittura romano-campana anche a riguardo dei riflessi su di essa esercitati dalla scultura ellenistica o analizzando la fase di secondo stile dei decori della villa Arianna di Stabia. In questo suo nuovo volume, di pregevole fattura editoriale, egli si astrae, per così dire, dagli specifici contesti archeologici, per intavolare un discorso più generale di valore estetico e sociale sulla funzione, il valore e il significato stesso dell’arte, mettendo sistematicamente a confronto quel mondo antico, che ha prodotto gli specifici contesti archeologici cui prima ci si riferiva, con il nostro mondo contemporaneo e con le sue realizzazioni e visioni artistiche, messe a nudo, per l’occasione, con il dialogo serrato a riguardo di tale problematica avuto con William Kentridge, l’artista sudafricano autore tra l’altro dell’installazione “Triumphs and Laments” sul Lungotevere romano tra ponte Sisto e ponte Mazzini, ottenuta per sottrazione, eliminando dal muro d’argine la patina di sporco all’interno degli stencil da lui creati rappresentanti figure e personaggi della storia di Roma, e autore anche delle composizioni musive che ornano la nuova linea Metropolitana di Napoli.

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Complesso di Santa Maria di Monteoliveto

Testi di Francesca Sepe – Immagini di A.M. Uccella – T. Iannaccone

Collana I tesori di Napoli, n. 1

Titolo fuori catalogo

Il complesso di S. Maria di Monteoliveto si confonde facilmente con la chiesa lombarda dedicata a S. Anna, al punto tale che ancora oggi la chiesa è maggiormente conosciuta col nome di Sant’Anna dei Lombardi.
Il refettorio del convento è tra le opere d’arte più belle di Napoli in quanto le tre campate coperte da volte a crociera sono state interamente affrescate da Giorgio Vasari. La bellezza di questo ambiente al primo impatto toglie il fiato e solo dopo aver superato lo stupore iniziale sopravviene il desiderio di analizzare le figure che dall’alto della volta attirano il nostro sguardo.
La chiesa di S. Maria di Monteoliveto (1411) fu eretta per volontà di Gurello Orilia e alla sua costruzione contribuirono numerose famiglie nobiliari tra le quali i D’Avalos e i Piccolomini, oltre al re Alfonso II d’Aragona.
Il complesso conventuale si arricchì nel tempo di una ricca biblioteca ove studiò anche Torquato Tasso, che qui scrisse parte della Gerusalemme liberata (1588) e un poemetto intitolato Monte Oliveto, in onore dei monaci che lo avevano accolto.
L’interno della chiesa e le navate laterali sono un tripudio di opere d’arte, distribuite tra l’altare centrale, i laterali e le numerose cappelle gentilizie che si susseguono, tra cui anche alcune tele del Caravaggio.

Formato 12×20 cm – Testo italiano – Cucito filo refe – Pagine 60 – immagini a colori – € 8,00 – EAN: 9788888623528

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Pictores

Pictores Mani d’artista

dagli affreschi pompeiani alla pittura contemporanea, con un’intervista a William Kentridge

di Mario Grimaldi

Collana Ars Antiqua, n. 1

È uno studio sulle iconografie della pittura di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale e dell’antica Roma, volgendo l’attenzione soprattutto ai contesti sociali. Il caso delle città seppellite dall’eruzione vesuviana appare il più completo terreno di studi per l’eccezionale contestualizzazione degli apparati decorativi che, perfettamente conservati in situ, permettono di ricomporne i rapporti spazio-funzionali.
Va ricordato inoltre l’apporto significativo sia a Roma che in Campania della presenza di opere d’arte greche “originali”. Continua a leggere….


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